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Tante idee per vivere al meglio le tue vacanze

Oltre lo Zuccarello

A Nembro lungo un’antica mulattiera, fra lo storico Santuario e il borgo di Lonno

Le stagioni tendono un po’ a confondersi, è vero, magari per via del riscaldamento globale. Di fatto, se a metà gennaio affrontavate questo bel percorso, già poteva capitarvi di ammirare le fioriture dell’elleboro, dei ranuncoli, della primula e di respirare così un senso di primavera, con largo anticipo. Poi abbiamo avuto le settimane buie del coronavirus e ci siamo persi il primo sbocciare delle viole, dei ranuncoli, del tarassaco…

Ma il percorso vita, lungo l’antica mulattiera, che da Nembro, e in particolare dalla Madonna dello Zuccarello, sale a Lonno è comunque bellissimo, anche ora che guardiamo verso l’estate e altre fioriture, a cominciare dalla rosa canina, si offrono ai nostri occhi. Nella prima parte, cento metri di dislivello, sul sentiero si trovano delle piccole cappelle, le tribuline, che rappresentano i Misteri del Rosario. Si arriva al Santuario e quindi si attacca una mulattiera a tratti anche impervia, che dai 450 metri della chiesa dello Zuccarello, porta fino ai 700 metri di Lonno.

Camminando in maniera tranquilla, da Nembro a Lonno ci vogliono cinquanta-sessanta minuti. Dallo Zuccarello al paese siamo intorno ai quaranta, sempre senza fretta. Ma ognuno ha la sua andatura e va rispettata. Se poi si decide di affrontare tutti gli esercizi del percorso vita, il tempo di percorrenza aumenta, senza dubbio.

Da Nembro si sale seguendo i segnavia che indicano il santuario; è possibile anche salire in auto: appena sotto il complesso religioso si trova un ampio parcheggio. Si prende il sentiero CAI 535 e si imbocca l’antica mulattiera che è stata sistemata, tutta in pietra, in anni recenti, con tanto di illuminazione inserita dentro a muretti che si trovano regolarmente sulla salita: il sentiero risulta perciò percorribile, e suggestivo, anche di notte.

UN BEL COLPO D’OCCHIO DAL SANTUARIO

Ma prima di imboccarlo, se non avete fretta, affacciatevi dal sagrato della chiesa e guardate che bel colpo d’occhio si gode sulla valle e sulla pianura. Nelle giornate limpide lo sguardo spazia fino agli Appennini. Merita una sosta anche lo stesso santuario, le cui origini risalgono al 1374, per decisione di Bernardo Vitalba, nobiluomo. I Vitalba restarono proprietari della chiesa fino alla metà dell’Ottocento; al principio, c’era soltanto una cappella, addossata al castello dei Vitalba. La cappella diventò una vera chiesetta nel XVI secolo e fu poi ampliata all’inizio del Novecento. All’interno opere d’arte di valore, dipinti del Salmeggia e del Cavagna, della fine del Cinquecento, e un affresco più antico che raffigura la Madonna Addolorata.

OLTRE IL SANTUARIO, VERSO LONNO

Dopo il Santuario, il sentiero parte con pendenza notevole, disegnando alcuni stretti tornanti davvero impervi. Ma se si cammina lentamente, non si fa troppa fatica perché la parte così dura è abbastanza corta. Ci si trova immersi nel bosco di latifoglie, spiccano alcuni alberi di agrifoglio, poi si vedono frassini, robinie, noccioli… si raggiunge il colle Bastia, si trova una fontanella sulla destra e si sale ora con pendenza moderata, costeggiando gli attrezzi del percorso vita. Soprattutto al sabato e alla domenica mattina la vecchia mulattiera è utilizzata anche da parecchi ciclisti appassionati di mountain bike; la maggior parte è rispettosa di chi passeggia e degli escursionisti. Poi ci sono sempre le eccezioni.

La mulattiera verso Lonno

Si superano un paio di vallette e una fontanella e dopo trenta minuti di passeggiata si arriva in vista delle prime case di Lonno; si esce dal bosco, si incontrano prati e qualche mucca o asino al pascolo. Ancora dieci minuti ed eccoci nella piazza del paese, davanti alla chiesa, dove è conservata un’opera del Moroni. Si trova qui la pizzeria “anarchica” con tanto di cartelli che ricordano Gaetano Bresci, colui che nel 1900 uccise re Umberto I per vendicare il massacro di Milano, quando l’esercito prese a cannonate il popolo che manifestava. Nel borgo, 450 abitanti, ci sono anche un minimarket dove si trovano ottimi formaggi, e un buon ristorante-albergo.

Pizzeria Alba

DA LONNO, VERSO SELVINO E BERGAMO

Si può addirittura continuare: da qui è possibile scegliere diverse passeggiate. Ci sono quella che porta a Selvino attraverso i sentieri 532 e 534, oppure quella che porta al Monte Podona, o ancora l’itinerario che conduce al Canto Basso o Canto Alto e poi scende in Maresana e quindi a Bergamo.

Itinerari che riportano a un mondo simile a quello di un tempo, che regala l’idea di uno stile di vita molto diverso da quello delle nostre città, più rispettoso dei ritmi umani.
Un mondo che abbiamo sull’uscio di casa.

Articolo di Paolo Aresi