Blog

Tante idee per vivere al meglio le tue vacanze

Se il sole gioca a nascondino

A Colere, Dossi di valbondione e Valcanale di Ardesio tre mesi “al buio”. e a febbraio è festa grande.

Il Sole scompare il 2 di novembre e se ne sta lontano dal cuore del paese per buona parte dell’inverno: esattamente per novantotto giorni, ora più ora meno. Oltre tre mesi senza che i raggi della nostra stella scaldino il cuore di Valcanale, della sua chiesa. Succede in diversi luoghi delle nostre montagne, in inverno, quando il sole si abbassa sull’orizzonte e i suoi raggi si fanno obliqui, scompaiono dietro le montagne.
Succede a Valcanale, frazione di Ardesio, a Dossi, frazione di Valbondione, vicino alla chiesetta di Sant’Elisabetta. Succede a Colere.

ph. Guido Fly

Valcanale è il centro principale della valle che porta lo stesso nome. Si arriva dalla provinciale della ValSeriana fino ad Ardesio, in località Ponte delle Seghe si prende la strada a sinistra. Anche il Ponte delle Seghe è una zona di lunghe ombre; il nome viene dal fatto che in quel luogo, dove ancora esiste un caseggiato antico, si trovavano mulini e segherie mosse dalla forza dell’acqua presa dal Serio. Si gira a sinistra e si sale in una valle tra le più suggestive delle nostre montagne, valle di bellezza integra, che non ha conosciuto la speculazione edilizia massiccia che si è verificata in altre zone.
Lungo la strada si incontrano diverse frazioncine con i rispettivi campanili, paesini dove vivono cinquanta, cento persone: Zanetti, Bani, Rizzoli, Albareti, Marinoni…
La valle è scavata dal torrente Acqualina che scende dal lago Branchino.
Verso sud ovest chiude la valle il massiccio dell’Arera che arriva a 2512 metri, con le sue diverse cime: il monte Secco, la Cima di Fop, la Cima di Valmora… è una montagna di roccia dolomitica, sale come una ciclopica onda di roccia sopra la valle. Uno spettacolo che comincia all’imbocco e la segue tutta quanta, fino al passo del Branchino. A proposito di ombra, salendo lungo la strada asfaltata si trova a un certo punto il villaggio di Albareti, sulla sinistra, all’inizio di una piccola valle chiamata Val del Las: in fondo a questa “valle”, proprio alla base della parete verticale che sale fino alla cima del Monte Secco, si trova una conca che ospita un nevaio, a mille metri di quota: una volta il nevaio, un “ghiacciaietto”, resisteva anche durante l’estate. Negli ultimi anni non è più così, ma qualche volta ancora riesce a sopravvivere e a superare agosto e settembre, limitato a pochi metri di neve e ghiaccio, fino alle nuove nevicate: quest’anno pare abbia resistito.

A Valcanale il sole tornerà il 9 di febbraio: al mezzogiorno di quella giornata, ovvero alle 12.23 circa (il nostro mezzogiorno è tarato sul fuso orario di Roma, ma l’ora reale a Bergamo è spostata in avanti di circa venti minuti), il Sole fa capolino dalla Forcella del Re, a 1989 metri, tra le cime dei monti Fop e Valmora, e va a illuminare la statua della Madonna posta sul campanile della parrocchiale di Santa Maria Assunta. Poi, nei giorni a seguire, pian piano il sole si solleva e va a illuminare tutta la contrada.
Ma succede che talvolta la nostra stella ritardi di qualche giorno: capita quando l’inverno è stato particolarmente nevoso e ha accumulato tre, quattro metri di neve alla Forcella.
In ogni caso, la sera di sabato 9 febbraio (ma anche domenica 10), a Valcanale si farà festa con una grande cena all’oratorio a base di gnocchi, formaggi e salami della valle.

Colere

Anche a Colere, in Val di Scalve, il sole lascia il paese per inabissarsi dietro la Presolana, lo fa il 7 di novembre e ritorna a splendere sul cuore del paese
solamente il 7 di febbraio. A un certo punto, a Colere non ne potettero più dell’ombra e si pensò bene di fare come aveva scelto un paese in provincia di Verbania, Viganella: gli abitanti di quel luogo, duecento anime, si erano fatti
costruire uno specchio, una lastra d’acciaio di quaranta metri quadrati (sette metri circa di diametro), posto a mille e cento metri di quota, che riflette il sole fin sulla piazza del paese. Era il 2009, forse complice anche la crisi economica scattata in quell’anno, l’idea rimase lettera morta, nonostante un riaccendersi del progetto intorno al 2011. Ma se l’ombra che avvolge il paese può rappresentare da un lato un disagio, dall’altro  costituisce un vantaggio; la neve che cade resta, con difficoltà si scioglie anzitempo, questo contribuisce a dare a Colere un sapore invernale vero, che dura per mesi, gli conferisce un’atmosfera da presepe, da caminetto, lo rende ancora più suggestivo, con le splendide montagne dolomitiche attorno, bianche, nei giorni sereni baciate dal sole: le rocce solenni della Presolana, la mole argentea del Pizzo Camino, le “Dolomiti di Scalve” del Cimon della Bagozza; ma anche in contrasto con le piste da sci in gran parte soleggiate che scendono dal monte Ferrantino, a 2.200 metri, fino al paese.

Dossi – loc. di Valbondione

Ai Dossi di Valbondione il sole è scomparso il 6 di novembre, è ormai nascosto dietro la mole del Pizzo della Corna, a 2.350 metri di altezza: la nostra stella tornerà a brillare sull’area del campeggio del paese fra tre mesi. Ancora più lunga “l’eclisse” per la zona di Casa Corti, sempre a Valbondione, dove il Sole addirittura tornerà a fare capolino attorno al 20 febbraio.

E chissà, forse anche in queste frazioni di Valbondione si sta pensando a una festa per dire addio all’ombra, e al grande freddo che ancora in questo 2018 non è arrivato, con un autunno di tanta pioggia, ma di temperature dolcissime, che si è protratto fino a oltre metà novembre. Ma sicuramente il generale inverno non ce la farà passare liscia e se ne sta lì, dietro la porta, pronto a soffiare il suo vento gelido dal nord.

Articolo di Paolo Aresi per VALSeriana & Scalve Magazine n. 19