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Tante idee per vivere al meglio le tue vacanze

Al rogo ol Zenerù

Il 31 gennaio ad Ardesio il tradizionale rito per scacciare il gelido gennaio, fra emozioni e campanacci

Il gelo dell’inverno, da secoli motivo di letargo invernale per le comunità di montagna, secondo la tradizione popolare era un nemico da combattere, o meglio “scacciare”. In Alta ValSeriana la “Scasada” che anima un intero paese è quella di Ardesio, dove puntualmente il 31 gennaio di ogni anno viene messo al rogo “ol Zenerù”, il terribile “Gennaione” inseguito per le vie del borgo.

©CarloPicinali

«Il 31 gennaio, fin dall’antichità – confermano Pro Loco ed “Amici del Zenerù” guidati da Simone Bonettiera considerato cerniera tra inverno e primavera. Oggi in quella sera migliaia di persone (da tutta l’Alta Val Seriana e non solo) si uniscono agli ardesiani in un chiassoso corteo con raganelle e campanacci per le vie del paese, seguendo il famoso fantoccio, personificazione della fredda stagione che viene con lui bruciata in un meraviglioso e suggestivo falò».

In eventi come questo si ha la percezione concreta degli elementi forti dell’essere e del vivere: il freddo, le stagioni, il fuoco, i suoni, la gioia, la solidarietà e la determinazione. Quella che a prima vista può apparire una “simpatica nostalgia” che ammicca al turismo, è invece un’occasione irripetibile per risvegliare dal comune torpore una generazione sempre più virtuale e sempre meno virtuosa rispetto alla natura, ai suoi tempi ed ai suoi ritmi. A dirla tutta, più che “scacciarlo”, del Gennaione si dovrebbe addirittura invocare il ritorno, non fosse altro per contrastare i cambiamenti climatici che mostrano sempre più i loro effetti.

©MauroLubrini

Un tempo l’incedere delle stagioni era strettamente legato anche al calendario liturgico. A gennaio non mancavano per esempio i diretti riferimenti ai “Mercanti di Neve”. Si tratta di Santi cui si abbina nel comune sentire la possibilità di copiose nevicate, come avvenne (per esempio) nel gennaio del 1985, con una nevicata da record passata agli annali. Fra i più gettonati in questo senso ci sono San Mauro (15 gennaio) e Sant’Antonio Abate (17 gennaio), ma buone capacità vengono riconosciute anche a S.Sebastiano (20 gennaio) e Sant’Agnese (21 gennaio). Per non parlare dei celeberrimi “Giorni della Merla”.

Migliaia di persone unite agli ardesiani nel chiassoso corteo per le vie del paese, cattureranno e accompagneranno il Gennaione nel luogo ove sarà bruciato in un grandioso e suggestivo falò. Ad accompagnare in corteo il gigantesco fantoccio vi sarà, come è ormai tradizione, un gruppo ospite. Ci sarà infatti il gradito ritorno de “I Campanacci di San Mauro Forte”, comune in provincia di Matera dove rispetto ai richiami sonori del mondo agricolo c’è una secolare tradizione. Il suono dei campanacci aveva e mantiene una funzione propiziatoria, per scacciare gli spiriti maligni, oppure la cattiva stagione come nel caso di Ardesio.

©CarloPicinali

Il ritrovo serale, per il rogo vero e proprio, è per le ore 20 al Ponte Rino, all’ingresso del paese. Da qui muoverà il corteo assordante e danzante, sino al grande falò finale in piazzale Monte Grappa, utile ad illuminare la notte e la nuova stagione. Per Ardesio sarà un nuovo inizio, e domenica 3 febbraio sarà già tempo di una nuova edizione della Fiera delle Capre, che nel 2019 taglia l’importante traguardo della ventesima edizione.

Non perdete l’evento più caldo dell’inverno in ValSeriana! Qui trovate il programma dell’edizione 2019

 

Articolo di Giambattista Gherardi per VALSeriana & Scalve Magazine -INVERNO 2018
Foto di Mauro Lubrini e Carlo Picinali