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Tante idee per vivere al meglio le tue vacanze

Al rogo ol Zenerù

Il 31 gennaio ad Ardesio il tradizionale rito per scacciare il gelido gennaio, fra emozioni e campanacci

IMPORTANTE: PER LE RESTRIZIONI ANTI-COVID IN VIGORE QUEST’ANNO IL RAGO DEL ZENERÙ SI SVOLGERÀ SENZA PUBBLICO.
QUESTO IL MESSAGGIO DELLA PRO LOCO DI ARDESIO:

Ciao amici del Zenerù!
Purtroppo quest’anno la tradizionale Scasada sarà senza pubblico per ovvi motivi.
Vi chiediamo di partecipare insieme a noi “virtualmente”!!
La sera del 31 gennaio, verso l’imbrunire, uscite sulle vostre terrazze e scacciate l’inverno con il vostro campanaccio!!
Mandateci i vostri video dove scacciate l’inverno! Faremo un filmato per ricordarci di questa strana edizione 2021!
Con l’augurio di scacciare l’inverno e tutte le cose brutte vissute nel 2020!
Potete mandare i vostri video alla pagina Facebook della Pro Loco di Ardesio, all’indirizzo email info@prolocoardesio e tramite Whatsapp al numero +39 0346 33289
Sperando di rivederci presto vi ringraziamo per la comprensione!

La Pro Loco di Ardesio

 


Il gelo dell’inverno, da secoli motivo di letargo invernale per le comunità di montagna, secondo la tradizione popolare era un nemico da combattere, o meglio “scacciare”. In Alta ValSeriana la “Scasada” che anima un intero paese è quella di Ardesio, dove puntualmente il 31 gennaio di ogni anno viene messo al rogo “ol Zenerù”, il terribile “Gennaione” inseguito per le vie del borgo.

ph CarloPicinali

«Il 31 gennaio, fin dall’antichità – confermano Pro Loco ed “Amici del Zenerù” guidati da Simone Bonettiera considerato cerniera tra inverno e primavera. Oggi in quella sera migliaia di persone (da tutta l’Alta Val Seriana e non solo) si uniscono agli ardesiani in un chiassoso corteo con raganelle e campanacci per le vie del paese, seguendo il famoso fantoccio, personificazione della fredda stagione che viene con lui bruciata in un meraviglioso e suggestivo falò».

In eventi come questo si ha la percezione concreta degli elementi forti dell’essere e del vivere: il freddo, le stagioni, il fuoco, i suoni, la gioia, la solidarietà e la determinazione. Quella che a prima vista può apparire una “simpatica nostalgia” che ammicca al turismo, è invece un’occasione irripetibile per risvegliare dal comune torpore una generazione sempre più virtuale e sempre meno virtuosa rispetto alla natura, ai suoi tempi ed ai suoi ritmi. A dirla tutta, più che “scacciarlo”, del Gennaione si dovrebbe addirittura invocare il ritorno, non fosse altro per contrastare i cambiamenti climatici che mostrano sempre più i loro effetti.

ph Mauro Lubrini

Un tempo l’incedere delle stagioni era strettamente legato anche al calendario liturgico. A gennaio non mancavano per esempio i diretti riferimenti ai “Mercanti di Neve”. Si tratta di Santi cui si abbina nel comune sentire la possibilità di copiose nevicate, come avvenne (per esempio) nel gennaio del 1985, con una nevicata da record passata agli annali. Fra i più gettonati in questo senso ci sono San Mauro (15 gennaio) e Sant’Antonio Abate (17 gennaio), ma buone capacità vengono riconosciute anche a S.Sebastiano (20 gennaio) e Sant’Agnese (21 gennaio). Per non parlare dei celeberrimi “Giorni della Merla”.

Migliaia di persone unite agli ardesiani nel chiassoso corteo per le vie del paese, di tradizione catturano e accompagnano il Gennaione nel luogo ove sarà bruciato in un grandioso e suggestivo falò. Partecipano da sempre al corteo del gigantesco fantoccio anche gruppi ospiti, comunità che in Italia e all’estero celebrano questo rito.

Il suono dei campanacci aveva e mantiene una funzione propiziatoria, per scacciare gli spiriti maligni, oppure la cattiva stagione come nel caso di Ardesio.

ph CarloPicinali

Articolo di Giambattista Gherardi per VALSeriana & Scalve Magazine -INVERNO 2018
Foto di Mauro Lubrini e Carlo Picinali