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Tante idee per vivere al meglio le tue vacanze

A teatro… a casa del Duca

Al Fratellanza di Casnigo non solo teatro nella casa che fu di Pichetù Prim. Quando la cultura ha un respiro sociale

Un tempo per “creare un’atmosfera” era sufficiente un brandy dall’etichetta nera, a Casnigo, nel cuore della Val Gandino è ideale il Teatro Fratellanza. Si tratta di un gioiellino liberty creato negli anni ’20 in quelle che un tempo erano le stalle del Circolo Fratellanza, laica società di Mutuo Soccorso nata nell’aprile del 1904. Una realtà sociale ancor oggi attiva, che vide nel teatro il mezzo ideale per “insegnare divertendo”, come recita il motto “Ludendo Docet” che domina il palcoscenico.

In realtà gli spazi del Fratellanza furono casa, sin dal ‘600, della famiglia Bonandrini, fra le più in vista del paese, attiva nel commercio della lana e di merci preziose provenienti dall’Oriente a Venezia ed Ancona. Fra i discendenti dell’importante casato, visse fra queste mura anche il dottor Giuseppe Bonandrini, che fu, a cavallo fra ‘800 e ‘900, uomo di cultura, letterato e medico condotto in Alta Valle Brembana. Fu autore di poesie e nominato secondo Duca di Piazza Pontida, sodalizio bergamasco dedito alla salvaguardia di folklore e tradizione bergamaschi. Si diede il nome di “Pichetù I” in ricordo dell’amico uccellatore di Casnigo, con cui divideva la passione fra i pascoli attorno al Santuario della Madonna d’Erbia. Giuseppe Bonandrini compose musiche per pianoforte così come il padre Bernardino; quest’ultimo trascrisse anche un brano per baghèt, la tipica cornamusa bergamasca di cui Casnigo è patria indiscussa.

In un contesto tanto permeato da arte e storia, ma anche da un’intensa rete di relazioni sociali e culturali, è nata nel 2009 l’Associazione Teatro Fratellanza, con il preciso intento di avvicinare al palcoscenico e alle discipline teatrali quanti mostrano interesse per la recitazione. Inizialmente
ispirare un impegno convinto che oggi consente di proporre spettacoli di propria produzione, ma anche rassegne ed eventi di alto profilo, è stato Piero Marcellini, istrionico regista e attore. “Siamo partiti con testi brillanti di Achille Campanile e Pirandello – ricordano Lucia Gualdi e Loretta Bonandrini, attrici della compagnia, insieme a Gigi Capitanio – ma anche cimentandoci in spettacoli profondamente legati all’attualità e alla storia del ‘900. Ad unirci non sono soltanto corsi di recitazione e prove ripetute in vista degli spettacoli, ma anche un comune sentire che fa sì che maturi in tutti un forte senso di analisi, di critica costruttiva e, perché no, di dibattito”.

Nel nutrito palmares dell’Associazione, presieduta da Romano Pezzani e composta da una quarantina di attori, ci sono anche commedie dialettali e brillanti. Non mancano come detto le rappresentazioni forti legate per esempio alla Resistenza e all’Olocausto, un tema destinato a tornare a breve ne “La voce del Silenzio è la forza delle donne”, un racconto della Shoah al femminile curato da Nives Bonandrini.

Dopo gli inizi con Marcellini, la scuola di teatro ed alcune rappresentazioni casnighesi sono state guidate da Antonio Russo e Bianca Bertocchi. Da alcuni anni direttore artistico dell’Associazione Fratellanza è Marco Amico, che coordina anche la rassegna autunnale “Il Tralcio”, che dal 27 ottobre al 24 novembre 2018 ha tagliato il traguardo della decima edizione. “Il nome della rassegna – spiega – deriva dal rampicante che ancor oggi offre grappoli gustosi nel cortile interno del Circolo Fratellanza. Un modo come un altro per segnalare come la nostra proposta si innesti sì in un’importante tradizione, ma abbia l’intento di affrontare temi e riflessioni di assoluta attualità. Lo spirito dell’Associazione è quello di accogliere forme espressive diverse in un impegno comune, una sorta di “portale” in cui ciascuno possa allestire al meglio il proprio “sito”.

Articolo di Giambattista Gherardi per il VALSeriana & Scalve Magazine – Autunno