Blog

Tante idee per vivere al meglio le tue vacanze

Dolce ValSeriana

Dalle monache di Alzano alle delizie da forno di Gandino,
passando per Albino e Clusone:
un viaggio fra frollini, farine e maestri pasticcieri.

C’è chi misura la geografia con carte e sentieri, e chi, più poeticamente e a ragion veduta, con la dolcezza. In ValSeriana basta seguire il profumo dei forni per scoprire un patrimonio di biscotti che raccontano la valle: farine antiche, mandorle, burro, nocciole, Mais Spinato di Gandino® e Mais Rostrato Rosso di Rovetta. Nati da mani artigiane, da conventi o da idee moderne, questi prodotti rivelano piccole storie di gusto e memoria che, a volte, sanno anche oltrepassare i confini, diventando ambasciatori di un sapere condiviso. 

La prima tappa di questo dolce viaggio porta ad Alzano Lombardo, dove la storia dell’Aliciano ha inizio nel silenzio, tra le mura di un convento di clausura. «La ricetta mi è stata regalata dalle monache», racconta Giuseppe Trionfini, titolare dell’omonimo Panificio, attività storica di Regione Lombardia, che ha riportato in vita questo biscotto a base di farina 0 e integrale, nocciole, burro, zucchero e uova. Da quel dono che è eredità preziosa è nato un prodotto divenuto simbolo di Alzano. Ogni anno Trionfini realizza una scatola di latta illustrata, oggetto da collezione: quest’anno raffigura la Basilica di San Martino sotto una fitta nevicata, omaggio al borgo e alla sua storia. Nel tempo sono state realizzate 25 scatole, ciascuna con un dettaglio del paese, perché, come dice Giuseppe, «su ogni confezione c’è un pezzetto del nostro paese». E quelle scatole viaggiano: «Abbiamo spedito in Svizzera, in California, in Australia, anche in Cina. Spesso sono parenti che inviano un piccolo pezzo di Alzano ai loro familiari lontani». Dentro c’è più di un biscotto: c’è l’idea che il gusto possa tenere unita una comunità

Da Alzano si sale a Clusone, dove anche la dolcezza sembra seguire i ritmi del celebre orologio astronomico che decora la scatola del biscotto simbolo della città. Il Biscotto di Clusone nasce nel 1920 con il pasticciere Giuseppe Mantegazza e rinasce nel 2001 con Adriano Trussardi, cui la figlia di Mantegazza affidò la formula originale, e una terza volta con la pasticciera Martina Oprandi, classe 1998, che da Trussardi impara il mestiere e ne raccoglie l’eredità nella storica pasticceria di Piazza della Rocca. «Lui mi ha dettato gli ingredienti uno a uno, ma le dosi sono nella mia testa», racconta sorridendo. Martina è l’unica depositaria della ricetta originale, un impasto «più simile a una spumiglia, ma con dentro le mandorle e ricoperta di cioccolato fondente». Ogni biscotto è rifinito a mano e Martina è l’unica autorizzata a produrlo: «È un biscotto che va, che piace, e che racconta Clusone meglio di mille parole». Accanto al Biscotto di Clusone, la tradizione locale custodisce un’altra dolce creazione: i Dolcetti con Arte, nati nel 1992 dalla ricerca del pasticciere Filippo Bosio, che unì farina macinata a pietra, nocciole e burro in un impasto semplice ma raffinato. Oggi sono prodotti dalla Pasticceria Balduzzi, in collaborazione con la gallerista Franca Pezzoli, moglie di Bosio, che ne ha condiviso l’ispirazione: un incontro tra arte e gusto che racconta il legame profondo tra Clusone e la creatività. 

Ad Albino, la storia dei Moroncelli comincia nel 2016, con un concorso per trovare “il dolce ufficiale della città”. Alice Piccinini, insegnante e preside, partecipa e vince, unendo due simboli del territorio: il casoncello bergamasco e il pittore Giovan Battista Moroni. «La polentina dolce esisteva già, un casoncello dolce no. Ho iniziato con la pasta all’uovo bollita, poi l’ho trasformato in biscotto», racconta. Nascono così i Moroncelli, oggi prodotti nel suo laboratorio domestico «sistemato secondo normativa europea», una doppia vita tra scuola e forno: «A volte mi ritrovo alle dieci di sera a preparare biscotti, ma è una soddisfazione immensa». Il dolce ufficiale di Albino è declinato in più versioni: dal classico, con arancia, amaretto e un tocco di peperoncino, al “Moro” al cacao; dai valtellinesi, con grano saraceno e mele, ai Moroncelli della Va Gandino, con mais spinato, miele, noci e fichi. Sono venduti in negozi selezionati, in aeroporto e, novità, anche in Lussemburgo. 

Il viaggio nella dolcezza continua con un filo dorato e fragrante che unisce molte altre storie di forno e tradizione: il mais, ingrediente simbolo della valle. In particolare il Mais Rostrato Rosso di Rovetta e il Mais Spinato di Gandino, tutelati dal marchio De.C.O. del Comune e dall’impegno della Comunità di valorizzazione locale. In paese nascono impasti rustici e profumati, come il Frollino Centralino di La Spinata di Gandino: semplice e genuino, con farina di mais, acqua, uova, burro e zucchero. Un biscotto dal gusto caldo e avvolgente. Per non parlare dell’infinita filiera del Panificio 

Persico (anche in collaborazione con Agricoltura Savoldelli Clemente) che al classico Melgotto (anche con gocce di cioccolato), unisce baci di dama, sablé al Mais Spinato, Melgococca e Sbrisomais. 

Altre specialità arricchiscono la mappa dolce della valle: il Cuor di Melgotto della Società Agricola Clusven (sempre a Gandino) con un biscotto a forma di cuore, perfetto per l’inzuppo, che uni

sce semplicità contadina e gusto autentico, Da non dimenticare i Brutti di Mais e i Lingotti di Mais di “Tradizione e Delizie” a Onore croccanti fuori e morbidi dentro i primi, friabili e delicati i secondi, realizzati con Mais Rostrato Rosso di Rovetta. 

Perché viaggiare fra i sapori è sempre un piacere. 

Biscuits in Valseriana 

From the Aliciano of Alzano Lombardo to the Biscotto of Clusone, from the Moroncelli of Albino to the creations made with the spiked corn of Gandino and 

the red Rostrato of Rovetta, every biscuit from the Seriana Valley holds a story of artisans, aromas, and traditions. Recipes have been born in convents, passed down in workshops, or reinvented by young pastry chefs who continue to mix ingredients, with a focus on memory and the local area. 

You’ll find a journey through ancient flours, almonds and hazelnuts, rostrato and spiked corn, where sweetness becomes the story of a valley that, through art and flavor, unites communities, families, and villages with biscuits that speak of identity and belonging. 


Articolo di Virginia Coletta; traduzione di Elsa Morelli – Realizzato con il contributo di Camera di Commercio di Bergamo