La Chiesa parrocchiale di San Matteo Apostolo e del Sacro Cuore

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Nel 1937 si diede inizio alla costruzione della nuova Chiesa, su progetto dell’ingegnere Fornoni. I lavori furono affidati alla locale Cooperativa Sant’Alberto e si protrassero fino al 1953, quando il 22 agosto venne consacrata dal Vescovo di Imola Mons. Benigno Carrara. Spronata dal parroco don Pietro Forzenigo, tutta la popolazione concorse alla sua edificazione, sia lavorando attivamente sul cantiere, sia partecipando

economicamente.

Le pietre ricavate dalle montagne circostanti furono trasportate sul cantiere con dei carretti, i mezzi allora a disposizione della comunità. Lo stesso dicasi per la sabbia che, sottratta al greto del Serio, veniva messa in sacchetti e trasportata da giovani e adulti.

L’opera fu finanziata quasi del tutto dalla popolazione, un buon aiuto si ottenne inoltre dalle trattenute sulla busta paga delle maestranze della Manifattura Festi Rasini.

Il mastodontico edificio, costruito in pietra lavorata fa spicco per la sua imponenza pur mancando il campanile; si erge a trenta metri di distanza dalla vecchia Chiesa Parrocchiale.

Il giorno successivo alla consacrazione e in occasione del 50° anniversario della traslazione del corpo del Beato Alberto, fu visitata dall’allora Patriarca di Venezia, Card. Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII e dedicata a San Matteo e al Sacro Cuore di Gesù. Internamente la chiesa a croce latina ha tre altari: quello maggiore dedicato a San Matteo Apostolo è opera di Costante Coter, quello di destra è dedicato alla Madre di Dio e quello di sinistra in marmo rosso variegato e alabastro è dedicato al Beato Alberto su disegno
di Fornoni. Una teca conserva le spoglie del Beato.
Notevoli e di pregiata fattura sono le tele di Domenico Carpinoni, originario di Clusone, realizzate nel 600 e trasferite dal Santuario alla nuova chiesa. Raffigurano “la Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Caterina” e “i Santi Rocco, Defendente e Sebastiano”.
Tutt’intorno alla navata centrale troviamo i quadri della Via Crucis, ad opera di Manini (1956). Il tabernacolo è stato realizzato dalla scuola del Beato Angelico. Fra le varie opere di compimento della Chiesa vanno ricordati: il materiale fonoassorbente alle pareti, il pavimento di granito sardo, la ricomposizione del presbiterio, la statua bronzea della Madonna opera dello scultore Elia Ajolfi, i lavori a sbalzo su argento per la reliquia del Beato Alberto dello scultore Nani, la porticina del tabernacolo in argento di Eugenio Lattuada.
Usciti dalla chiesa, rientrate verso la piazza del municipio, osservando anche gli affreschi che decorano alcuni palazzi. Da qui, potete raggiungere a piedi, in bicicletta o in auto la località Festi Rasini, nei pressi del parco pubblico, per proseguire questo itinerario.

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fotografie: © Lino Olmo – linoolmostudio.it

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