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Tante idee per vivere al meglio le tue vacanze

Pulizia e ordine in ValSeriana. Ci pensa Vavassori Pulizie

La pulizia e l’ordine possono diventare una mania. Oppure la chiave di successo di un’impresa. O, ancora, entrambe le cose. E successo per un’impresa di pulizie che partendo dalla passione “maniacale” per il pulito, è cresciuta fino a diventare l’azienda del settore più conosciuta e apprezzata in ValSeriana.

Merito della mania per il pulito, certo, ma anche della mania di migliorarsi sempre, di alzare ogni giorno l’asticella della propria professionalità attraverso la formazione, un “prodotto” capace di fare “piazza pulita” della concorrenza meno preparata, conquistando nuovi clienti e fidelizzandoli negli anni. Un’impresa (in questo caso nel senso di traguardo) riuscita a Vincenzo Tiraboschi, responsabile commerciale della Vavassori Pulizie, che gestisce con la collaborazione dei due soci, la moglie Floriana Vavassori e il fratello Stefano: sono loro che ci accolgono in azienda per raccontarci la storia di un’idea brillante che ha fatto risplendere centinaia di uffici e abitazioni.

Ad ascoltare la storia di Vincenzo e delle origini della sua azienda sembra quasi di sfogliare le pagine di un romanzo di passione e volontà. Passione per il pulito; volontà di “pulirlo” sempre più attraverso la padronanza delle tecniche di lavoro, la conoscenza e la selezione dei migliori macchinari e prodotti. In altre parole formazione professionale . Due i protagonisti principali della storia, lui e la moglie, ai quali si aggiunge durante il percorso il fratello.

Tanti, invece, i sogni che hanno mosso due giovani desiderosi di realizzarsi raggiungendo ogni nuovo obiettivo prefissato, affrontando gli ostacoli con la consapevolezza di compiere qualcosa di impegnativo per dar vita al proprio sogno di diventare imprenditori. Iniziando dalla passione, chiamiamola pure mania, che da sempre li accomunava… “Il pulito era una cosa che ci attraeva a pelle” – inizia a raccontare Vincenzo Tiraboschi, “e a pelle abbiamo captato la crescita di richiesta dal mercato in questo settore. Erano gli anni Ottanta, avevamo l’ambizione di diventare imprenditori e abbiamo colto l’occasione. Anche se a livello economico eravamo consapevoli dei molti sacrifici che ci aspettavano, abbiamo osato perché avevamo energia da vendere e voglia di slegarci dalla condizione di lavoratori dipendenti.”

Nel 1986 nasce così la Vavassori Pulizie, attiva inizialmente per commesse pubbliche. Ma l’idea era quella di farsi conoscere, di allargare la propria presenza sul territorio e di imporsi sul mercato con standard qualitativi alti. Iniziò perciò la primitiva azione di pubblicizzazione dei servizi offerti. “Abbiamo cominciato da semplici fogli in formato A4 con le informazioni più importanti di quello che offrivamo, cercando di proporle con un taglio accattivante. Li distribuivamo nei luoghi dove già eravamo operativi in modo da ottimizzare tempi e costi” ci spiega Vincenzo Tiraboschi. L’obbiettivo di partenza era quello di migliorarsi ogni anno del 10%. “Dopo due anni dall’inizio dell’attività è arrivato il primo dipendente e nel 1993 si è passati a sei. A quel punto abbiamo maturato la consapevolezza che non bastava però solo crescere numericamente. Per garantire prestazioni di qualità e diventare competitivi sul mercato era necessario dare maggior completezza organizzativa e strutturale all’azienda. Mio fratello faceva altro, ma ha accettato con entusiasmo la mia sfida, iniziando da subito a seguire operativamente i lavori. Da quel momento sono aumentati gli incarichi: abbiamo iniziato a lavorare per condomini, stabili residenziali e uffici di piccola entità. Poi nel 1995 il salto di qualità con le grandi aziende che ci hanno riconosciuto come realtà credibile e ben strutturata”.

Una strada tracciata con chiarezza, quella scelta da Vincenzo Tiraboschi, indicata da una precisa visione imprenditoriale capace di guardare alle evoluzioni all’orizzonte. Una sfida lanciata e vinta grazie alla formazione, o meglio, spesso all’autoformazione, a una volontà di trasformazione che funziona solo se imposta a se stessi e non dall’alto. “Fare pulizie e apprendere mi piaceva molto”, argomenta Vincenzo Tiraboschi con il sorriso di chi sa di aver intrapreso un cammino lungimirante. “Già nei primi anni ’90 con l’Associazione Artigiani di Bergamo, insieme ad altre 4 o 5 imprese, ho formato il gruppo del Pulitore Qualificato. Ero all’interno del gruppo mestieri, eravamo tutti giovani e il gruppo era molto dinamico. Ci siamo inventati un corso di formazione per le imprese di categoria”. Ancora oggi, con la struttura di allora, il corso per Pulitore Qualificato, con validità annuale, continua ad essere un punto di riferimento per il settore.

 

 

Ho sempre ritenuto fondamentale la formazione e il confronto“, conclude Vincenzo Tiraboschi. “Solo stando con altri capisci cosa manca di fondamentale nel tuo lavoro. Da questa convinzione arriva la volontà di formare i miei dipendenti in modo continuativo, per trasmettere loro il valore del mestiere, perché fare pulizie non è una mansione di serie D e quando si è sul posto di lavoro è importante saper usare con i clienti i linguaggi tecnici specialistici adeguati a quello che si sta facendo”. Nel 2003 l’azienda si sposta da Alzano Lombardo a Nembro, in una sede più grande proprio per dare forma a questa filosofia: qui una grande sala è dedicata agli incontri di formazione che Vincenzo o le aziende leader di produzione di detergenti tengono due volte l’anno a tutti i lavoratori sia dipendenti che somministrati divisi di volta in volta in piccoli gruppi. Alle pareti dell’aula Vincenzo colleziona i suoi personali attestati, la passione per quello che dice e fa ogni giorno è facilmente percepibile.

Gli chiediamo poi se la mission quotidiana della sua azienda, la pulizia e l’igiene degli spazi interni, trovi una concreta declinazione in rapporto all’ambiente con la A maiuscola, con i temi della sostenibilità ambientale. “Da più di 10 anni abbiamo abbracciato questa sfida. Riuscire a conciliare le esigenze lavorative con un’azione green non è sempre cosa semplice: in alcune circostanze infatti non è possibile rinunciare al prodotto chimico per ottenere i risultati auspicati dai nostri clienti. Ma con un minimo di sensibilità e grazie al supporto della tecnologia cerchiamo di dare il nostro contributo. Dato che noi ci dobbiamo muovere molto per raggiungere il posto di lavoro, siamo intervenuti per esempio sui nostri mezzi di trasporto. Il 50% delle nostre auto aziendali funziona a metano; l’idea è quella di acquistare, non appena disponibile, un autocarro che funzioni completamente elettrico. Altre piccole ma importanti azioni sono state intraprese: per lavare i nostri panni in microfibra, mop e cotone abbiamo un’unica macchina industriale, che ci permette di risparmiare sia energia elettrica sia acqua. Anche i prodotti detergenti utilizzati nei diversi interventi di pulizia sono concentrati e più performanti: si risparmia così plastica e cartone degli imballaggi”. Vincenzo Tiraboschi sembra soddisfatto di quello che l’azienda sta facendo per il tema green, seppur consapevole di dover affrontare ancora tanti step.

Vavassori Pulizie

Step da affrontare con entusiasmo, così come qualsiasi attività collaterale che ha contribuito a fare della Vavassori Pulizie un marchio conosciuto anche fuori dall’ambiente del pulito e questo grazie alla sensibilità per le nuove generazioni e per il legame con il territorio.
Ci spostiamo in un’altra stanza e Vincenzo Tiraboschi ci mostra uno stand con una sfilza di maglie variopinte, alcune visibilmente datate con una semplice scritta VAVASSORI, altre con il logo attuale: “Nella nostra storia trentennale abbiamo costantemente sponsorizzato società sportive di formazioni di giovani, squadre di ragazzi sotto i vent’anni. I giovani che fanno sport crescono meglio, perché se sono svegli capiscono che niente viene da niente, che bisogna impegnarsi per imparare”. Fra le immagini alle pareti ci sono anche foto di premiazioni e dei tre soci in stand fieristici importanti “Insieme ad altre imprese di pulizie, frequento spesso le fiere di settore, Verona, Amsterdam e Parigi: sono momenti in cui scovare idee futuristiche da riportare possibilmente in Val Seriana”.

Vincenzo Tiraboschi ci sta per salutare e all’ultima domanda tentenna un po’ a rispondere. Gli chiediamo se l’azienda ha progetti per il futuro. “Ce ne sono, e sono impegnativi e talmente importanti che non è ancora il momento di svelarli”. Il romanzo di formazione forse avrà un seguito.


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