Museo Arte Sacra – Schilpario

Schilpario | Punti di interesse

Sul fianco sud-ovest della parrocchiale di Schilpario è presente la chiesa di S. Rocco, mai consacrata, che ospita il MUSEO DI ARTE SACRA, voluto in tempi recenti da Don Stefano Ravasio. I due ambienti, un tempo, erano in comunicazione e, solo successivamente, la porta che li collegava venne murata, con il restauro voluto da don Antonio Zucchelli di Ardesio nel 1981, affidato al Gervasoni di Zogno.
All’interno si conserva una pregevole statua in legno collocata in una nicchia, opera della bottega Fantoni di Rovetta. All’esterno vi è una lapide con un’iscrizione dedicata a Simon Pietro Grassi, grande sacerdote di Schilpario, vescovo di Tortona, sepolto a Verdello che è stata collocata lì sempre con il restauro degli anni ’80.
L’allestimento raggruppa numerosi oggetti risalenti agli ultimi quattro secoli e in massima parte ancora utilizzati nella liturgia odierna e permette di cogliere la continuità con i nostri avi grazie al cambiamento delle usanze liturgiche, consentendo al visitatore di cogliere il cammino percorso dalla Chiesa.
Innanzitutto notiamo gli ex-voto (quadretti fatti realizzare come ringraziamento per una grazia ricevuta), poi il catafalco, i paramenti, dei calici e i primi lavori di Tomaso Pizio rappresentanti dei chierichetti.
Tra gli oggetti custoditi, molto importanti, soprattutto dal punto di vista affettivo, sono quelli appartenuti ad alcuni grandi teologi nativi di Schilpario. Il più illustre è il Cardinal Angelo Maj, lo “scopritor famoso”, sommo paleografo al quale è stata dedicata una poesia da Giacomo Leopardi ed il cui nome è legato alla piazza centrale del paese.

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