Eccellenze artistiche | 2

Seconda tappa alla scoperta di meravigliosi affreschi e suggestive pale d’altare nelle chiese della ValSeriana

Tra i paesi più ricchi di opere d’arte va sicuramente citato Clusone con il grande affresco del Trionfo della morte, tra i meglio conservati in Europa, e il vicino complesso della Basilica di Santa Maria Assunta.

L’Oratorio dei Disciplini di San Bernardino, adiacente al maestoso edificio della basilica, attira spesso le attenzioni del visitatore per il particolare dipinto affrescato sulla sua facciata.
Convenzionalmente conosciuto come Danza Macabra, in realtà l’affresco è una sorta di antologia dei temi macabri quattrocenteschi, uniti in un’unica imponente rappresentazione: in altro il Trionfo della Morte.
Sempre in altro a sinistra, originariamente separata dal Trionfo da una finestra vi è la citazione dell’Incontro tra i tre vivi ed i tre morti; nella fascia centrale troviamo invece la vera e propria Danza Macabra, sotto forma di una lenta processione in cui ogni uomo è accompagnato dal proprio scheletro, alter ego post mortem.
La parte inferiore dell’affresco, ora purtroppo quasi completamente perduta, rappresentava una sorta di Giudizio Universale, in cui il giusti ascendono e il male sprofonda nelle viscere degli abissi. L’affresco, datato 1485 (la data è leggibile nel primo cartiglio di sinistra), fu con molte probabilità eseguito da Giacomo Borlone de Buschis, pittore seriano.

Meno noti, ma altrettanto suggestivi, sono alcuni cicli di affreschi conservati in piccole chiese di montagna che si incontrano risalendo verso il ramo della valle che porta a Valbondione. Ad Oltressenda Alta, nella frazione di Nasolino, la chiesa dedicata a San Bernardo da Mentone ha da poco svelato un ciclo di affreschi cinquecenteschi.

A pochi chilometri dal borgo medievale di Gromo, la quattrocentesca chiesa di San Michele Arcangelo a Colarete (frazione di Valgoglio) conserva al suo interno pregevoli affreschi che coprono quasi integralmente il presbiterio e la parete sinistra della navata.
Posta sopra un’altura visibile dalla strada provinciale la chiesa parrocchiale di Gromo San Marino (frazione di Gandellino) è tra le più antiche della valle e secondo alcuni documenti la navata sinistra era parte del chiostro di un antico monastero. Quest’area è decorata da diversi strati di affreschi tra i quali spicca la Teoria degli apostoli, ritenuta opera di Giacomo Borlone o della sua bottega.

A Rovetta la chiesa parrocchiale ospita nel presbiterio la pala della Gloria di Ognissanti, conosciuta anche come “Quadro del Paradiso”. L’opera fu realizzata da Tiepolo tra il 1734 e il 1736, anno in cui viene collocata all’interno dell’imponente ancona marmorea realizzata dalla bottega Fantoni.

Da non perdere il ciclo di affreschi cinquecenteschi che adorna la cappella dell’Annunciata a Cerete, opera rivoluzionaria per la bergamasca, dove gli artisti mostrano di saper già utilizzare la prospettiva scientifica, uno dei principi cardine della pittura rinascimentale.
Non manca in ValSeriana una testimonianza della scultura neoclassica, data dall’illustre scultore Giovan Maria Benzoni che, dopo gli studi all’Accademia Tadini di Lovere, perfezionò la propria tecnica a Roma e lavorò per numerosi committenti esteri. A Songavazzo, suo paese d’origine, è conservata l’Addolorata, opera del 1871 collocata presso la tomba della famiglia Benzoni all’ingresso del cimitero del paese. Altre opere sono ospitate presso la chiesa di San Bartolomeo.