Chiesa di Santa Croce e Sant’Alessandro – Gandino

Gandino | Punti di interesse

Il variegato impianto urbano di Gandino presenta, tra le altre peculiarità, una notevole presenza di edifici sacri che costellano la pianta del borgo e circondando il maggiore di essi: la Basilica dell’Assunta. Tali chiese sono dette, secondo il gergo canonico, sussidiarie e furono erette in varie epoche comprese tra il XV e gli inizi del XX secolo. Certamente una così numerosa presenza di edifici ecclesiastici testimonia un’atavica fede ma anche il desiderio di ciascuna contrada, dei relativi nobili e soprattutto delle varie confraternite che si susseguono nella storia gandinese di riconoscersi, oltre che nella chiesa madre, in una chiesa più piccola e, per così dire, personalizzata che potesse competere con le altre per bellezza e ricchezza.
Nascono così, tra le più importanti, la chiesa di San Giuseppe e quella del Suffragio, quella di San Pietro e quella conventuale di San Carlo e San Mauro anche se certamente la più grande e bella di queste chiese è quella di Santa Croce e Sant’Alessandro.
La chiesa fu consacrata da Polidoro Foscari, vescovo di Bergamo, nel 1446 ed è l’edificio di culto più antico a Gandino dopo la Basilica. L’ampia e luminosa facciata recentemente restaurata presenta un alto portico biastilo con archi sovrastati da tre finestre a loro volta intercalate con quattro lesene che nascendo con testine d’angelo si raccordano al cornicione che continua lungo la facciata laterale lungo via Dante. L’impianto interno è ancora quattrocentesco anche se la chiesa fu pesantemente ridecorata in epoca settecentesca e presenta oggi una notevole unità decorativa che ben si inserisce nei principali dettami del gusto barocco.
Sopra la porta d’ingresso è ubicato, secondo un modello ricorrente in tutte le chiese sussidiarie, l’oratorio ad uso della confraternita del Carmelo che ha sede proprio nella chiesa di Santa Croce e Sant’Alessandro. Oltre all’altare maggiore e ai due altari laterali dedicati l’uno a San Luigi Gonzaga, l’altro a San Nicola da Bari, la chiesa conserva la cappella con lo splendido altare della Madonna del Carmelo realizzato dai Fantoni di Rovetta nel 1735. Al Centro dell’altare ligneo è la statua della Madonna opera di Cesare Zonca attorniata da angeli e cherubini. In posizione laterale, inginocchiate verso la Vergine sono la statua di San Simone Stock e Santa Teresa d’Avila entrambi santi carmelitani. L’altare non manca di stupire per l’ardimentosa impostazione e presenta ampie porzioni di intaglio dorato che culminano con la radiosa stella posta sul fastigio della corona. La cappella del Carmine, che ospita tele di Francesco Palazzo e Pietro Gualdi fu affrescata da Giulio Quaglio mentre le medaglie dell’ampia navata della chiesa furono affidate a Bernardo Luca Sanz. Le medaglie della volta del coro furono invece rifatte da Luigi Morgari.
Il registro decorativo inferiore della chiesa segue il modello delle chiese- quadrerie venete ed è letteralmente ricoperto da grandi teleri ad olio inframezzati con lesene e stucchi. I dipinti più importanti sono opera del veronese Paolo Zimengoli. Altre decorazioni e stucchi sono opera del piemontese Morgari e del luganese Giovan Maria Sciolli.
Ubicata in posizione laterale alla chiesa sorge un seconda aula restaurata nel 1925 ma che risale a tempi assai antichi probabilmente ai primi anni del XIV secolo e denominata “Oratorio dei Disciplini” dall’uso liturgico che l’antica confraternita faceva di questo spazio in tempi remoti. La decorazione murale neo – gotica opera del pittore gandinese Michele Frana oltre a conferire un aspetto particolarmente sobrio alla cappella riproduce anche alcuni affreschi oggi conservati al museo.
Al centro è l’altare ligneo che ospita una interessante crocefissione secentesca di sapore nordico. Accanto si può ammirare un bel pendant di due dipinti di ignoto settecentesco che raffigurano rispettivamente l’incontro di Gesù con la samaritana al pozzo e il battesimo di Gesù.
La grande sacrestia ospita ancora oggi le numerose e pregiate dotazioni della chiesa che spaziano dai tessuti ai ricami, agli argenti, agli intagli e che ne fanno la più ricca di tutte le chiese sussidiarie gandinesi.

CONTATTI

  • Via Dante Alighieri, 19 gandino
  • Accessibile ai disabili